Il cinghiale racconta

racconto di Gianni

Cari amici miei,

una bella mattina di primavera decisi di scendere in pianura pensando che la vita per me sarebbe stata meno dura.

Così salutai amici e parentie mi avviai verso l'avventura in quei campi pieni di pastura e fù li che mi accorsi che qualcosa mi veniva a mancare :
i cani del balestra che in montagna mi facevano fuggire e così potevo mangiare senza ingrassare.

Arrivati a settembre inziai a sentire la nostalgia della montagna e pensai di risalire per vedere cosa era successo alla mia famiglia e ai miei amici e quì inizia il racconto delle mie disavventure.

Risalendo pian piano passai davanti a Sommopiano e vidi che c'era tanta gente, tutti con lo schioppo in mano, a quel punto ve lo giuro non mi entrava un ago in culo, decisi di ritornare indietro e me ne andai verso il pianale; ma anche li rimasi male: c'era il Nico a quell'antenna che voleva bucare la mia cotenna, ma per culo o per fortuna addosso non me ne ha messa manco una.

Girellando in quella zona sono intoppato in un tipo strano, io gli stavo andando addosso però lui si è spostato e tre lacche mi ha tirato, lo chiamavano il Pelato e anche lui ha padellato !!!

Quì per ora è andata bene ma mi voglio riprovare in montagna a ritornare.

Questa volta un pò impaurito sò passato da Romito e poi senza lasciar tracce sò arrivato alle Viacce, lì ho incontrato degli amici che non erano felici, mi hanno raccontato della noia che gli han dato, ma in quel mentre caso strano sento arrivare un gran baccano: alle Viacce lì a quell'aia c'era la Squadra Catenaia, che tra berci, cani e salti addosso mi mandarono giù per il fosso, e li c'era il Leonardo che mi fece cacare addosso, dalle botte mi ha insordito ma alla grande gli son fuggito.

Pensavo che lì fosse un posto tranquillo ma invece non era vero e allora mi son alzato per andare a casa del Rosso che li tanto male non si stà, ma li sotto alla Maestà ci han provato un' altra volta: il Trombaio un pò agitato ben bene mi ha padellato e da quanto c'è resto male non ha avuto forza di fiatare!!!

Risalendo verso Cuppi li ho incotrati un pò tutti, ma per vedere un tipo strano sono andato verso Spazzano dove nella meglio posta bivaccava il signor Pipa che non s'era proprio accorto che il mirino gli avevan tolto e così da Buon Verretto gliel'ho messa nel culetto. Salutando il caro Pipa ho proseguito la salita e ho trovato lo Zigano che non ha mai il fucile in mano, ma con lui non è un guaio, non chiappa manco in un pagliaio.

Sempre in quella zona mi accadeva un fatto strano: passeggiavo piano piano e ho trovato deglia amici che venivano da Spazzano e in compagnia del Daverino hanno fatto un bel casino. Ma proprio quel Marcello mi ha mostrato uno sgabello, il fucile caso strano non l'aveva manco in mano.

La paura era passata e un amico mi diceva: se vuoi qualcuno di padelli passa da Andrea Agostinelli e poi prosegui verso il Manetti che stà fermo dove lo metti e se gli passi un pò lontanonon piglia manco il fucile in mano.

O' miei cai Catenaioli non ce la fate a farmi fuori e per farvi divertire nello scopaio voglio venire, ma anche li ho Federico, che di me si è fatto amico e pur di non farmi soffrire ha tirato a padellare e stò fine settimana me la posso anche spassare.

E' arrivato un nuovo sabato, son le nove di mattina, Catenaia fa le prove e mette le poste per benino nella macchia di Sfilino, ma anche lì da dove passo c'è il Doveri che fa chiasso e anche col puntino rosso non te ne mette una addosso.

Gira e gira per il bosco ho cambiato pure posto e mi sono rifugiato laggiù nel Pian de Rio e pure lì il catenaiolo non te lascia mai da solo.

Si appostano al Serrone e la fanno da padrone ma a Silvano del Fontanino gli son passato da vicino, mi son fermo e l'ho guardato, quanto era emozionato!!! e così mi ha padellato!!!

Sempre lì, un pò più in basso c'era il Cheli dentro un fosso, il suo cane abbaiando mi stava quasi disturbando, poi è arrivato anche Giancarlo e ci ha messo la su cagna infilandomi non vi dico nel recinto di Vallemagna, io per farmi ben sparare mi son messo ad aspettare e così il Cheli Silvano mi aveva quasi in mano, però io molto furbo so riuscito a scappare e in mezzo a quel pulito mi son fatto padellare!!!

Laggiù basso a quel capanno c'è il Fosco che non fa danno, m'ha sparato a più non posso senza mettermi una palla addosso.

Cari Cinghiali, Amici miei, questa è la parte della mia vita vissuta a contatto con cacciatori della Squadra di Catenaia che tutto sanno fare fuorchè il cinghiale ammazzare.

Tutti quanti non li conosco ma a forza di cambiar posto sò riuscito a capire che di vecchiaia dovrò morire.

Cari Amici miei un consiglio vorrei dare: se la pelle volete salvare dal Borri non dovete mai passare.